La Zashiki-Mai è caratterizzata da dettagliate espressioni che prendono forma nell’atmosfera densa di una piccola stanza denominata Zashiki.
Per questa ragione riteniamo sia importante danzare all’interno di un contesto semplice e senza luci artificiali, così che, il contenuto della danza, possa essere veicolato con maggior chiarezza raggiungendo gli spettatori integralmente.
Tuttavia, pur trovandosi dinnanzi allo stesso brano, l’atmosfera creata è differente; la stessa viene condiziona dalla personalità, dalla vita e dall’esperienza di ciascuna danzatrice, tutti aspetti che influenzano profondamente la performance trasmettendo allo spettatore sensazioni completamente differenti.
Ne consegue che, danzare, non si limitata meramente a eseguire una coreografia, si tratta, invece, della trasposizione del “mondo interiore” della danzatrice, accompagnata nei movimenti dalle note appena accennate di un sangen.
Zen danzante
Dato che la Danza è un mezzo per rappresentare il “mondo interiore”, sia le emozioni che l’umanità della danzatrice vengono rivelati.
A chi danza è dunque offerta l’occasione di migliorarsi continuamente.
Fino ad oltre cento anni fa, infatti, la danza non era appannaggio esclusivo delle Geisha – che erano intrattenitrici di clienti professioniste – ma dei figli dell’alta società che approcciavano a quest’arte proprio per potersi migliorare.
Ci sono, quindi, cose che possono essere vissute solo praticando la danza senza pensare o dover necessariamente mostrare la danza ad altri.
Meditare su questi aspetti, mentre si danza, apre ad un dialogo con sé stessi. Questo esercizio è una forma di allenamento che può essere denominato “Zen danzante”.
Scegliendo la Danza come uno dei tanti metodi di allenamento che conducono a questa via (Michi), attraverso la pratica assidua, speriamo di arricchire la nostra vita interiore raggiungendo lo stato di quiete mentale.
Consegnare il testimone
Molti beni culturali in Giappone sono realizzati in legno, un materiale che si deteriora facilmente ed il cui restauro è spesso difficoltoso.
Nell’approcciare ad un’opera da restaurare la cosa più importante è identificare cosa è possibile preservare e cosa debba invece essere ricostruito.
Metà del tempo richiesto per un restauro è risaputo essere dedicato a riflettere su questa considerazione.
Lo stesso vale per la danza Mai.
In taluni casi, possiamo asserire che tale riflessione risulti persino più delicata dato che essa sta scomparendo senza lasciare tracce.
Se non riflettiamo con la dovuta attenzione sul come accettare i cambiamenti, della danza Mai ne rimarrà solo la forma poiché, la sua essenza, andrà via via appassendo col passare del tempo.
Se non facciamo lo sforzo di considerare con attenzione cosa può essere cambiato da cosa non deve essere cambiato, perderemo di vista l’intento originale.
È altrettanto importante cambiare lo stereotipo che le prove e l’esibizione richiedano cospicui investimenti di denaro, così da poter creare maggiori opportunità per consentire alle persone di approcciare, conoscere ed imparare la danza Mai.
Crediamo che la danza Mai, eseguita in uno zashiki (piccola stanza di tatami), rappresenti un contesto più familiare, risultando delicata ed essenzialmente più naturale che in un teatro.
Infine, riteniamo che, in essa, sia insito ci sia un fascino non ancora colto.
È quel Fascino che ha sempre saputo catturare il cuore di tante persone, ragion per cui, oggi, è potuto giungere fino a noi, ancora attuale ed accessibile.
L’Associazione Culturale kirizaki, grazie alla Kirizaki Classical Dance Academy & Associates sta lavorando duramente per preservare la danza Zashiki-Mai consegnandola, intatta nell’essenza, a beneficio delle generazioni future.